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mercoledì 4 dicembre 2013

Preso l'attentatore di Parigi (22/11/13)

 
di Davide Tiberga
Lo hanno preso. Ieri sera la polizia è finalmente riuscita a catturare, dopo quattro giorni di ricerche, l'uomo che lunedì mattina ha seminato il terrore tra le strade di Parigi. Si chiama Abdelhakim Dekhar, soprannominato "Toumi", ed è stato trovato in un parcheggio della banlieue di Parigi, chiuso in un auto, in uno stato praticamente comatoso a causa dell'assunzione di molti farmaci (con cui ha probabilmente provato a suicidarsi). Tutto ciò è accaduto grazie ad un suo amico, al quale ha confessato cosa ha fatto, che si è recato di sua spontanea volontà dalla polizia.
La foto diffusa dalla polizia nella fase delle ricerche (Reuters)
La foto diffusa dalla polizia durante la caccia all'uomo
fonte: Il Corriere della sera

Non è il primo crimine di Dekhar: nel 1994 è stato complice di Audry Maupin e Florence Rey, due giovani rapinatori responsabili della morte, in una sparatoria, di 4 persone e di Maupin stesso. Secondo gli inquirenti Dekhar aveva fornito loro le armi per la rapina, ed è perciò stato arrestato e condannato a 4 anni di prigione nel 1998, anche se lui ha sempre negato il fatto dichiarando di lavorare per                                                                                                          i servizi segreti francesi.

Quattro giorni fa è andato alla redazione del giornale "Libération" e ha sparato a un fotografo (che però non rischia la vita), successivamente si è diretto verso la "Défense" e ha aperto il fuoco contro il grattacielo che ospita la "Société Générale", senza però ferire nessuno; infine ha preso in ostaggio un automobilista per venti minuti e si è fatto portare agli "Champs-Elysées" per poi sparire nel nulla.
La conferma della sua colpevolezza è arrivata poco dopo l'arresto: il DNA lasciato da Dekhar su delle cartucce e sull'auto dell'uomo che ha preso in ostaggio sono prove schiaccianti. Ora che la caccia all'uomo è finita, arriveranno presto delle notizie, quando l'attentatore sarà uscito dal suo attuale stato fisico e sarà di nuovo in grado di parlare. Nel frattempo i parigini possono dormire sonni tranquilli.

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                               il parcheggio nel quale Abdelhakim Dekhar è stato arrestato
                                                                         Fonte: La Repubblica

 Fonti
 http://www.lastampa.it/2013/11/18/esteri/mattinata-di-terrore-a-parigi-spari-davanti-a-liberation-e-alla-defense-un-ferito-grave-xfSoonEA9YZbsZs8gnSHzO/pagina.html

 http://www.repubblica.it/esteri/2013/11/20/news/attentato_a_libration_arrestato_un_uomo_a_parigi-71492808/

http://www.corriere.it/esteri/13_novembre_20/parigi-attentato-liberation-fermato-uomo-73e50fd2-521a-11e3-a289-85e6614cf366.shtml


venerdì 29 novembre 2013

Addio al quartiere dei sex shop


di Eleonora Prina

Parigi. 

"Tra il 2007 e il 2011 sono scomparsi un terzo dei sex shop di Rue Pigalle."Quest'ultima, zona turisticamente conosciuta per essere il quartiere "rosso" di Parigi ,prende il nome dallo scultore Jean-Baptiste Pigalle. Negli ultimi anni, però,è in atto una trasformazione che sta rendendo il quartiere sempre più trendy. All'inizio degli anni Duemila c'erano ancora un centinaio di "bar", oggi ne rimangono meno di venti e quattro sono da sfratto. Nella rue Frochot ormai si vedono solo ragazzi in cerca di incontri non mercenari. All'angolo della strada a luci rosse ha aperto un supermercato biologico, il massimo della trasgressione è comprare frutta e verdura senza pesticidi. Inoltre  si stanno diffondendo sempre di più "love store", luoghi in cui le coppie arrivano per scegliere insieme giocattoli erotici. Dunque di quello che veniva considerato "rosso" ne rimane ben poco: sono ancora celebri il Moulin Rouge, il Dirty Dick, dove si sorseggiano cocktail hawaiani,e le Scandal dove una volta le squillo allietavano le serate dei clienti,ora invece si viene per ballare o tutt'al più si può fumare."Il buisness del sesso non piace più ai residenti", afferma Antoine Fleury. Questa è  la fine di una tradizione durata circa un secolo,con i primi club aperti alla fine dell' Ottocento, seguendo le tante evoluzioni del costume, dei bordelli e dall'inizio del Novecento ai peep show degli anni Sessanta. L'ex sala a luci rosse Divan du Monde è diventata un centro culturale. Il nuovo cafè Pigalle, ha mantenuto solo alcune fotografie di ragazze discinte per ricordare il suo passato hard

Fonti:http://www.repubblica.it/esteri/2013/11/25/news/pigalle_addio-71866180/#gallery-slider=71866203