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mercoledì 27 novembre 2013

PASSIONE RUNNING

Sport
di Margherita Spina


Da Fitness lab
Li si vede correre da soli o in gruppo, con le cuffiette nelle orecchie, nei parchi, per le strade, chi esausto e grondante di sudore, chi sorridente e spedito: sono loro, la più recente evoluzione dello sportivo urbano, i "runners". Non si tratta necessariamente di atleti professionisti, al contrario, spesso sono neofiti, persone che hanno deciso di dedicare parte del proprio tempo libero alla corsa amatoriale. Sono tanti i motivi che possono spingere a iniziare (c'è chi corre per perdere peso, chi per mantenersi in forma, chi per scaricare la tensione, chi per sfidare se stesso), ma in ogni caso, sembra che, una volta superato il primo impatto con la fatica, poi non si riesca più a smettere e anzi si cerchi continuamente di oltrepassare i propri limiti. E in più, a patto di non superare un certo numero di ore consecutive, la corsa è anche ritenuta benefica per la salute. La popolarità di questa attività è però piuttosto recente: lontani i tempi in cui il "jogging" era praticato soprattutto dagli atleti e chi andava a correre lo faceva in pantaloncini e larghe magliette di cotone; oggi infatti è disponibile una vasta gamma di attrezzature e abbigliamento tecnico, creato appositamente per il running; si va dall'intimo (maglie termiche in grado di trattenere il calore corporeo e allo stesso tempo di lasciar traspirare il sudore, reggiseni sportivi...), alle calze a compressione graduata, che favoriscono la circolazione, alle scarpe, specifiche per ogni tipo di allenamento. E' molto diffuso tra i più tecnologici anche l'utilizzo di orologi GPS. Collegati al satellite, questi apparecchi calcolano costantemente la posizione del runner durante la corsa e memorizzano i chilometri da lui percorsi, ma anche, nei i modelli più sofisticati, le calorie bruciate e le pulsazioni cardiache.
Il kit del runner perfetto. Da Gear Patrol

Sono molti gli appassionati di running che dopo un periodo adeguato di allenamento decidono di cimentarsi nella madre di tutte le corse: la maratona. Per chi è alle prese con le prime gare, l'obiettivo è almeno quello di arrivare fino in fondo; i tempi di percorrenza possono poi variare. Spesso si vedono tra gli atleti anche i cosiddetti "markers", corridori dotati in genere di palloncini, su cui è indicato un tempo di percorrenza. Ognuno potrà unirsi al gruppo del marker con il tempo che ritiene alla sua portata, seguendone l'andatura. Tra le più famose competizioni spiccano le maratone di New York e Londra, ma, per chi è alla ricerca di emozioni più forti, esistono anche gare estreme, come la Maratona dell'Everest, che si snoda per 42 chilometri tra le rocciose valli dell'Himalaya, o la Marathon des Sables, 240 estenuanti chilometri tra le torbide dune del Sahara. Solo per i più temerari!

                                                     
                                    
























                                                                                          

                                                                                                    

domenica 24 novembre 2013

Moscardelli, un nome che spopola sul WEB

Di Cosimo Pacciani

16 Maggio 2013, Bologna-Parma: l'esilerante "Mosca" segna un gol la cui importanza è testimoniata dal boato dei tifosi sulle tribune dello stadio "Ennio Tardini"; e non solo quelli. La maggior parte dei tifosi esultanti per questa conclusione di rara bellezza arriva dal web, dai Social Network e dagli spettatori televisivi più accaniti. Il "Bomberone", calciatore italiano più amato del web, dopo aver superato il "Bobone" Vieri, la cui audience sta aumentando vertiginosamente, ha raggiunto recentemente migliaia di like su fan page di Facebook.
Si tratta di un nuovo idolo per i tifosi italiani (oramai diventatati veri e propri Fans) che lo seguono su Twitter e ne elogiano l' acconciatura della barba: mal curata e fatta crescere all' Alexi Lalas, ormai elemento distintivo di Moscardelli.
Un' immagine eloquente e molto amata dai tifosi è la seguente:

Visualizza l'immagine su Twitter <Non mi avranno mai>. La frase ormai divenuta celeberrima spopola su Twitter insieme ad altre chicche di un "Bomberone" umile  e autoironico.
Davide Moscardelli 2012.JPG
Moscardelli, quando giocava nel Parma FC

 

                           

Gran Premio di Valencia, circuito Ricardo Tormo

Di Gualtiero Lasala

Domenica 10 novembre si è chiusa la stagione 2013 del motomondiale sul circuito Ricardo Tormo di Valencia. Prima della partenza, tra il primo, Marc Marquez, e il secondo, Jorge Lorenzo, nel campionato piloti c'erano soltanto 13 punti di differenza. Nelle qualifiche il giovane rookie ha conquistato la pole position con un tempo clamoroso di 1'30''237, superando di 340 millesimi il rivale per il titolo. Chiudeva la prima fila l'altro pilota HRC Dani Pedrosa, con un distacco di 4 decimi dalla vetta. Dalla quarta casella scattava il nove volte iridato Valentino Rossi, secondo pilota Yamaha ufficiale, a 6 decimi dalla pole. Alla partenza, come tutto l'anno, Lorenzo è partito molto bene e si è portato in testa al gruppo; al contrario, Marquez, non ha avuto un buono spunto, ma è riuscito comunque a difendere la terza posizione ai danni di Rossi.
La partenza, fonte MotoGP.com
Si è vista una gara molto combattuta, soprattutto per merito di Lorenzo, che ha cercato in tutti i modi di rallentare il gruppo per provare a mettere in difficoltà il giovane rookie. ma nonostante gli enormi sforzi pe rallentare la gara, Marquez ha dimostrato un a grande maturità, non cadendo nelle trappole del rivale; infatti il duello più bello ed emozionante del week-end è stato quello tra Dani Pedrosa e il leader della corsa Lorenzo. Durante lo scontro, molto fisico, c'è stato anche un contatto tra i due, che ha fatto perdere ben 3 posizioni a Pedrosa. Nonostante ciò, il pilota HRC compagno di Marquez, ha cominciato a rimontare tutte le posizioni, ritornando in seconda posizione. Dopo aver compreso che la tattica del "caos" non era sufficiente, Lorenzo ha deciso di darsi alla fuga, stravincendo il gran premio, ma perdendo il mondiale; infatti Marquez, piazzatosi terzo, ha ottenuto il titolo con solo 4 punti di scarto. Con questo risultato clamoroso il giovane di Cervera ha battuto ogni record di precocità, ed è entrato nella leggenda
L'esultanza, fonte MotoGp.com












Fonte della prima foto MotoGp.com
Fonte della seconda foto MotoGp.com


mercoledì 3 aprile 2013

Alessio Cerci: "Da soli si va più veloci, insieme si va più lontano"

Sport

di Arianna Ortelli



Il 16 Maggio del 2004 un ragazzo di appena sedici anni e mezzo scende in campo al Luigi Ferraris negli ultimi minuti della sfida tra Sampdoria e Roma. 

È l'esordio in serie A di Alessio Cerci, cresciuto nelle giovanili della società giallorossa. Finalmente ha l'occasione di scendere in campo con il suo idolo, Francesco Totti.


Sembra si tratti di un giocatore promettente, che è stato più volte convocato nella Nazionale under 16 italiana. La stagione seguente Alessio firma il suo primo contratto triennale da professionista con la Roma, continuando a giocare nella Primavera giallorossa.


Tra il 2006 e il 2008 viene ceduto in prestito prima al Brescia, poi al Pisa ed infine all'Atalanta.
Dopo un brillante inizio stagione con il Pisa l'esterno destro sembra pronto ad intraprendere una carriera di alto livello. Trovato il feeling con l'allenatore Giampiero Ventura, Alessio colleziona una serie di ottime prestazioni e si guadagna la convocazione nella Nazionale under 21. Da questo momento in poi il suo rendimento, pregiudicato da numerosi infortuni, risulta altalenante.
Nel 2010 Alessio viene acquistato a titolo definitivo dalla Fiorentina ed il 7 Novembre mette a segno la sua prima rete in serie A contro il Chievo. Trascorre due stagioni a Firenze, fino all'Agosto del 2012, quando viene acquistato dal Torino, squadra neopromossa in serie A.

Il suo rendimento nella prima metà del campionato è eccellente. Conquistata subito la fiducia del team e dei tifosi, Alessio dà il via ad una prima metà di stagione strepitosa. Il compagno di squadra Mario Alberto Santana durante un'intervista al Corriere dello Sport afferma:

«Penso che nel Torino abbia fatto la differenza. E' un grande giocatore che conosco già dai tempi della Fiorentina. Deve ancora crescere, ma è un giocatore importante. Qui ha avuto la fiducia del mister e la sta ripagando sul campo. Speriamo che continui così»

Collezionate 27 presenze in maglia granata con 5 gol segnati Alessio viene convocato in Nazionale da Cesare Prandelli. Ecco l'intervista che l'allenatore degli Azzurri rilascia a Sky:



Alessio gioca nell'amichevole tra Italia e Brasile fornendo un'ottima prova e coronando così il sogno di giocare per l'Italia. 
La sera stessa Alessio ringrazia chi lo ha supportato con un tweet.




Fonti:

Wikipedia
Youtube
Tuttosport


Game Over all'Allianz Arena

Gianoglio Andrea                                    Redazione:Sport




Sconfitta schiacciante quella subita ieri dalla Juventus di Antonio Conte contro un Bayer Monaco strepitoso  allenato da Heynkes, il quale verrà rimpiazzato a fine stagione da Pep Guardiola (allenatore del Barcellona Fc). Si è parlato molto di questa partita nelle settimane precedenti ma il risultato ha dato ragione ai pronostici: Bayer Monaco-juventus 2-0. Dopo solo 23 secondi dal fischio di inizio la squadra tedesca si è subito portata in vantaggio con un tiro del terzino Alaba deviato da Arturo Vidal che prende in contro tempo il portiere bianconero. La vecchia Signora prova a reagire ma in maniera disordinata e non efficace, e dopo un attacco estremo dei due centrocampisti bavaresi, Robben e Ribery, che  fanno letteralmente "impazzire" Chiellini e Barzagli, la squadra di casa trova il raddoppio al 63' con Mueller, assistito da Mandzukic. Probabilmente complice di questa brutta serata è stata la giornata negativa del Portiere della Juventus Gianluigi Buffon.



Lo scenario per i bianconeri non prospetta, dunque, nulla di positivo ma sebbene quella di ieri sera non sia stata una serata da "juve", è andata addirittura bene per i bianconeri che sono rimasti a guardare i numerosi goal sbagliati, nel primo e secondo tempo, della squadra avversaria.
Il risultato dell'andata favorisce quindi la squadra bavarese per il passaggio alle semifinali di Champions League, ma il tecnico Antonio Conte come ha affermato durante il post-partita ai microfoni di Sky, non ha nulla da rimproverare ai suoi giocatori ammettendo inoltre l'evidente superiorità di gioco della squadra avversaria. Sempre lo stesso allenatore bianconero sottolinea quanto sarà difficile la sfida di ritorno che si disputerà allo Juventus Stadium di Torino. Alla  Vecchia Signora per sconfiggere la squadra tedesca tra una settimana a campi invertiti servirà quella rabbia agonistica che in Germania è mancata. Solo così l'impresa sarà possibile, magari sperando in qualche birra di troppo per Schweini e compagni in caso di Meisterschale anticipato già il prossimo sabato. Se non basterà, per dirla alla Conte, tanti complimenti al Bayern. Come all'Allianz




Per saperne di più cliccate qui

Fonti:

Sito web: Sport Mediaset

Copia cartacea del giornale "La Gazzetta Dello Sport"

Psg vs Barcellona: Messi non è grave

Sport

Trastu Federica

Proprio ieri sera, alle 20.45, si è disputata la partita di Champions League dell'andata dei quarti di finale, al Parc des Princes, che ha visto coinvolte due importanti squadre europee come il Paris Saint German e il Barcellona, ma soprattutto due grandi campioni, ovvero l'ex milanista Zlatan Ibrahimovic e l'attacante del Barcellona, nonchè capitano della sua Nazionale argentina Lionel Andrés Messi. Il Psg e il Barcellona schierano rispettivamente la formazione 4-4-2 e 4-3-3, arbitra Stark.

Partita ricca di occasioni e di gioco vivo confermato dal pluripremiato e vincitore dell'ultima edizione del Pallone d'oro Leo Messi che non si smentisce e al 38' sigla lo straordinario gol del vantaggio sulla squadra di casa, ma non basta chiaramente a chiudere i conti; difatti al fischio del 90' la partita termina sul risultato di 2-2 (reti di Ibrahimovic 35', Xavi rig. 44', Matuidi 49').


Ciò che ha dato non poche preoccupazioni è il fatto che il campione argentino non abbia disputato il secondo tempo, ma al posto suo in campo sia entrato Fabregas; infatti Messi, già nei primi 45 minuti di gioco sembrava accusare dolore alla coscia destra e dopo accertamenti effettivamente il giocatore presenta una lesione al bicipite femorale destro. I tempi di recupero sono ancora incerti e verranno valutati nei prossimi giorni, ma la società e i suoi tifosi possono ancora sperare nella sua presenza nella partita di ritorno con il Psg.


Qui il video dei gol



martedì 2 aprile 2013

Incredibile rimonta azzurra contro i tenaci granata

Sport
di Marta D'Elia

Edison Cavani, 26 anni, 22 gol in campionato
Nel posticipo della trentesima giornata di serie A, gli azzurri cercano la vittoria per non perdere punti dalla vetta e conservare il distacco dal Milan. La trasferta è impegnativa; il Toro alla ricerca della salvezza schiera la classica formazione 4-2-4: Gillet tra i pali, Glik e Rodriguez centrali, D'Ambrosio e Darmian terzini, nel centrocampo a due Basha e Gazzi, Cerci e Santana come esterni offensivi e le due punte Vives e Barreto. Mazzarri, inizialmente in assenza di Cavani, risponde con un 3-5-2, reminescenza della passata stagione con Rosati in porta, difesa a tre composta da Britos, Cannavaro e Gamberini, centrocampo a 5 composto da Zuniga, Maggio, Dzemaili, Behrami e Hamsik in posizione più avanzata, in attacco la coppia Insigne Pandev.
Partita emozionante, intensa. 8 gol segnati; in assenza di Bianchi e, fino al 65' di Cavani, Toro-Napoli è la gara di chi conosce poco la gloria. Dzemaili segna il primo dei tre gol della serata con un gran tiro dalla distanza, poi Barreto pareggia: non segnava dal 7 novembre 2010 in Bari-Milan. Il Napoli potrebbe passare in vantaggio, ma Hamsik fallisce un calcio di rigore. Nella ripresa ancora Dzemaili riporta avanti i suoi, poi il Torino con un rigore (mani di Cavani) pareggia grazie all'esecuzione di Jonathas che insacca di precisione rasoterra alla destra di Rosati. La disastrosa difesa di Britos pochi minuti dopo consente a Meggiorini di completare un’inattesa rimonta, il Torino è sul 3-2 alla mezz’ora. La reazione degli azzurri c’è, immediata: ancora Dzemaili sigla il 3-3, poi nel giro di 6' il Matador fissa definitivamente il risultato a favore del Napoli:al 39' su punizione e al 45' con un colpo di testa ravvicinato su cross di Zuniga.
Il commento di Ventura è amaro, sul 3-2 credeva in un pareggio ma purtroppo il talento di Cavani non guarda in faccia a niente ma comunque i granata hanno affrontato a testa alta la seconda classificata.