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sabato 30 novembre 2013

Nuova vita per i cani di Green hill



Di Matilde Chave


Cucciolo di Green Hill nel momento della liberazione



Che cos'è Green Hill? Perché in questi ultimi anni ne abbiamo tanto sentito parlare? Green Hill è un' azienda situata a Montichiari (Brescia) che si occupa della vivisezione degli animali, in particolare dei cani beagle. Una leader della lotta contro la vivisezione è stata Michela Brambilla, che avendo visitato l'azienda, ha riportato la descrizione di quel terribile posto: in totale c'erano cinque capannoni, all' interno gabbie piccolissime nelle quali erano rinchiusi i poveri cagnolini, e uno di questi capannoni era costituito esclusivamente da fattrici. Inoltre i beagle non avevano mai visto la luce del sole perchè erano tenuti segregati in gabbie ventiquattro ore su ventiquattro, e l' unica luce che potevano vedere era quella fornita dalle lampade al neon.
Michela Brambilla si è battuta per questi piccoli cani indifesi e nel suo libro, "Manifesto animalista", ha dedicato un intero capitolo a loro, esprimendo anche la propria gratitudine verso tutti quegli italiani che avevano contribuito a salvare i beagle.
Il 18 luglio 2012 per i cani di Green Hill cominciava una nuova vita, finalmente non avrebbero più patito la fame, non sarebbero più stati sottoposti a tremendi esperimenti, e, cosa più importante, avrebbero avuto una famiglia.
Dove sono finiti infatti 2639 fattrici, cuccioli, e cani adulti? Sono stati affidati uno ad uno a famiglie che non aspettavano altro che dar loro una casa, magari degli amici con cui giocare, e soprattutto tanto amore, quell' amore che non avevano mai ricevuto e che non sapevano cosa fosse. I padroni,dopo aver preso un po' di confidenza con i loro nuovi amici, hanno raccontato come hanno reagito i beagle nei primi mesi, e sopratutto nei primi giorni: alcuni non sapevano bere, altri non sapevano salire le scale, altri ancora non sapevano correre. Ora però, dopo ormai un anno, c'è chi ha visto l' albero di Natale per la prima volta, chi la neve, e chi la sabbia; cani normali, con una vita normale, non più destinati ad esperimenti e, cosa più importante, circondati da persone che vogliono loro un gran bene.



  Reportage realizzato dalla Rai sul caso













FONTI        La Stampa
                    "Manifesto animalista", Michela Vittoria Brambilla, edizione Mondadori
              



venerdì 22 novembre 2013

I mostri non vivono negli ospedali

 di Francesca Bacino


E' finita l'epoca dei mostri, in ospedale, perchè letti sotto i quali nascondersi non ce ne sono più. Continua l'emergenza, e i medici non sanno più dove ricoverare i pazienti. Nei corridoi, accanto ai muri, vengono posizionate le barelle dei malati, in attesa di un posto letto libero.

"I pazienti vengono visitati, operati, ma poi stazionano nel Pronto Soccorso, quando dovrebbero essere spediti nei reparti, dove però mancano i letti; dunque tocca a noi occuparci della loro terapia, dopo l’intervento, il che aggiunge carichi di lavoro a noi medici, che siamo sei o sette in tutto. Questo significa che viene a diminuire l’attenzione e il tempo che dovremmo riservare ai pazienti di routine." racconta Alberto Bacino, chirurgo del Pronto Soccorso dell'Ospedale Molinette. 
Il personale è rassegnato, anche se certamente non contento, come ha dichiarato un’infermiera del Day Surgery: Il paziente ricoverato, risolta la fase acuta, viene posto al centro di un team composto da infermieri e assistenti sociali e vengono valutate le necessità assistenziali per dimettere precocemente il paziente dall’ospedale. Alla fine è sempre questa la decisione che si prende: dimettere il prima possibile il paziente, per far posto a un altro in condizioni peggiori.”



Ormai bisogna aspettare quasi un anno per un intervento alle tonsille e non solo per quello, ma anche per altri interventi, o, peggio ancora, diagnosi ed esami, come la mammografia. 
"In questo momento c’è un afflusso decisamente superiore alla media, al punto che ci sono stati giorni in cui abbiamo avuto cento pazienti tra la sala d’attesa, le sale di visita e le aree ricovero per le emergenze. E spesso sono pazienti critici che abbisognano di cure ben precise ed immediate."
 E’ un problema non da poco, "Ma a questo deve pensarci il governo" dichiara il medico. Lo sperpero di denaro pubblico, infatti, è sempre più comune. Denaro che poteva essere utilizzato nell’abbattimento delle liste d’attesa, nell’assunzione di medici e nell’allestimento di strutture o presidi dove mettere in atto le basi del primo soccorso. 
Ma anche con questi piccoli provvedimenti la situazione non cambierebbe di molto: l'emergenza letti rimane, e i mostri senza una casa sono ormai troppi. 

Fonti immagine: La Repubblica
Fonti tweet: La Stampa

giovedì 21 novembre 2013

LICEO MUSICALE IN PIAZZA

Cronaca locale
di Margherita Spina


Giovedì 31 ottobre, Piazza Castello a Torino: un gruppo di ragazzi indignati staziona davanti al Palazzo della regione, innalzando due striscioni che inneggiano "LA MUSICA NON SI TAGLIA" e "MUSICALE IN LOTTA".
Sono gli studenti del liceo musicale Aldo Passoni, in protesta per la mancanza di fondi e di spazi e per la conseguente possibilità di una dislocazione delle classi dall'attuale sede di via della Rocca a quella del liceo classico Cavour di corso Tassoni. I ragazzi hanno appreso la notizia casualmente e sono poco disposti a questo trasferimento, anche perchè, come afferma Olga Mancini, che sta frequentando il secondo anno del liceo, "Il Passoni è una sede centrale, vicina al Conservatorio e a diversi negozi di musica... Inoltre condividiamo la sede con un liceo artistico, non a caso, in fondo musica e arte sono la stessa cosa, espressa in modo diverso". Rimane comunque il problema delle aule: le tre classi del musicale ospitate dal liceo sono spesso costrette a fare lezione in luoghi inusuali come il cortile della scuola e la situazione diventerà ancora più critica l'anno prossimo, quando verosimilmente si aggiungerà un'altra classe e il numero degli studenti aumenterà. Senza contare che, ciò che caratterizza il liceo musicale è lo studio di uno strumento (scelto tra archi, percussioni, fiati...) per il quale ogni studente ha tre ore di lezione individuale a settimana; considerato che per queste lezioni ogni aula non può essere occupata da più di due studenti, gli spazi non sono assolutamente sufficienti per tutti. 
E' proprio per chiedere risposte e chiarimenti sul loro futuro che giovedì i ragazzi, dopo aver assistito ad un convegno al Teatro Nuovo riguardo l'insegnamento della musica nelle scuole, si sono recati al Palazzo della Regione e poi a quello della Provincia in via Maria Vittoria. Qui sono stati ricevuti dall'assessore all'istruzione Chiama, che ha promesso di fornire risposte nel corso del mese di novembre, risposte che non sono ancora arrivate.
Solo sei giorni fa, in seguito all'occupazione da parte degli studenti del cortile della sede della Provincia, si è giunti ad un colloquio, riportato nel video sottostante.



E intanto si avvicina il termine di scadenza per le iscrizioni alle future classi prime: una tale situazione di incertezza non potrà che influenzare negativamente le scelte delle famiglie.










mercoledì 3 aprile 2013

Criticare poliziotti? Se sono in torto, si può fare

Cronaca locale di Mara Ametrano

Critica un agente che usa il cellulare mentre guida, lui in risposta, la denuncia. Il fatto accade il 9 agosto 2007, quando Emanuela R., una trentanovenne di Torino, guidando in corso Vittorio Emanuele II, vede una vettura della polizia passare con il rosso e si trova costretta a dover frenare bruscamente per evitare lo scontro. Accaduto ciò, aveva detto: "Bravi, state dando un bell'esempio", le fu allora ordinato di esibire i documenti, ma quando Emanuela chiese il motivo del controllo venne minacciata di arresto. In seguito, la donna venne denunciata per rifiuto di indicazioni sull'identità personale, minaccia a pubblico ufficiale e ingiuria, poichè secondo gli agenti, aveva pronunciato frasi come: "io vi rovino" e "chi cazzo vi credete di essere?". Il processo, terminatosi il 3 aprile 2013 con l'assoluzione della donna, è durato tre udienze. Il giudice di fronte alle accuse, le ha determinate non punibili, ritenendo che si è trattato di un accaduto "determinato da un fatto ingiusto".

PROFUGHI IN CERCA DI UNA VITA MIGLIORE


Marta Placido - Cronaca locale

Circa 400 rifugiati politici, migranti del centro Africa e dei paesi del Nord, hanno occupato le palazzine abbandonate del vecchio Villaggio Olimpico di Torino. I volontari di alcune associazioni, mentre Comune e Regione cercano di capire come intervenire, forniscono assistenza fissando le regole di convivenza all'interno delle palazzine. Un piano per ogni palazzina è stato assegnato alle famiglie con bambini, un materasso e una coperta ai più fortunati. Gli occupanti vivono senza le più basilari norme igieniche: mancano servizi, impianti elettrici, forniture di acqua. La considerazione che sorge spontanea è che in uno Stato organizzato non sia giusto permettere un'occupazione abusiva di quello che una volta era il Villaggio Olimpico che dovrebbe essere riconvertito in qualcosa di dignitoso per l'urbanistica cittadina. Fin qua i pensieri dettati dalla ragione. Ma prima di giudicare fermiamoci e proviamo a sostituirci solo per un giorno a queste persone. Come sarebbe vivere senza le più elementari certezze?


Profughi in cerca di una vita migliore, richiesta che questo nostro Paese ha pensato di esaudire elargendo cinquecento euro e un permesso di soggiorno valido per un mese. Certo che l'Italia non può essere l'unico Paese del mediterraneo ad affrontare questa emergenza, l'Europa ha il dovere di intervenire.

Fonti: La Stampa

Stop ai Murazzi

Cronaca locale di Benedetta Cucchi

Alla fine dell' Ottobre 2012 i Murazzi, centro di ritrovo della vita notturna (di giovani e non) situati sulle rive del Po, a causa di alcune proteste dei residenti della zona, che presentarono un esposto per il disagio costretto a subire notte dopo notte, sono stati chiusi.
I protestanti si lamentavano dell'elevato inquinamento acustico generato dai locali della movida torinese e il Comune di Torino attuò dei controlli.
Non vi erano solo delle situazioni al di fuori dei vincoli imposti dalle normative ma si scoprirono, inoltre, che molti locali non erano in regola con permessi e pagamenti, non solo delle imposte comunali ma anche rispetto all'affitto dovuto al locatario.
Nel 18 Marzo 2013 si è tenuta quella che avrebbe dovuto essere la  seduta del consiglio cittadino decisiva per il caso Murazzi ma, al momento della votazione, è venuto a mancare il numero legale e la votazione è stata rimandata al mese di Aprile.

L'incubo di Madonna di Campagna


Cronaca locale

di Giorgia Moretto


Lunedì 18 Marzo nel quartiere popolare Madonna di Campagna, situato nella zona nord di Torino.
Parco pubblico a Madonna di Campagna, Torino
Una poliziotta si è finta studentessa universitaria e nel parco pubblico ha attirato il maniaco sessuale, che da settimane era diventato l'incubo del quartiere. L'uomo è sospettato di aver violentato otto donne: si pensa che seguisse le vittime, che notava in strada o nel parco, e le aggredisse negli androni dei loro palazzi.

Il cittadino peruviano, arrestato in flagranza di reato, grazie all'azione della Polizia di Torino, si dichiara innocente pur non potendo giustificare l'aggressione alla poliziotta in borghese che, attaccata alle spalle, ha saputo bloccare il maniaco.
Il Gip ha convalidato l'arresto dell'uomo. Si attende ora il riconoscimento da parte delle vittime che hanno sporto denuncia.

Altre informazioni su Torinotoday.it

Ladro di oro rosso

Cronaca Locale

di Francesca Sacchi  

Via Verolengo, dove si è svolta la vicenda
Pensava di poter sfruttare la giornata festiva di Pasquetta
per riuscire ad impossessarsi dell'ingente quantità di rame che era impiegata per un progetto edile in Via Verolengo 29. L'uomo è un 43enne tunisino, denunciato in precedenza per possesso ingiustificato di grimaldelli. A causa di una chiamata al 113 effettuata nei dintorni, la polizia è giunta sul posto.
Gli agenti lo hanno trovato intento a scavalcare la recinzione del cantiere e, dopo una breve perquisizione, sono venuti a scoprire che nelle sue tasche vi erano un paio di forbici da elettricista ed un coltellino a serramanico. Così il suo tentativo è fallito e la polizia lo ha arrestato con l'accusa di furto aggravato. Altre informazioni qui.