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venerdì 29 novembre 2013




KENNEDY, 50 ANNI DALLA MORTE


di Aurora Micheli



“Rimane con noi, nella nostra memoria non perché ci ha lasciato troppo presto, ma perché lui ha incarnato il carattere del popolo che ha guidato, resistente, risoluto, senza paura e amante del divertimento, pronto a sfidare le sfide impossibili, e soprattutto determinato a rinnovare il mondo”.



John Kennedy
 
Queste le parole che il presidente Barack Obama ha pronunciato per ricordare i 50 anni dalla morte di John Fitzgerald Kennedy,assassinato nel 1963 mentre si trovava sulla sua limousine, nella Dealey Plaza di Dallas,Texas, insieme alla moglie Jacqueline.
La giornata di tributo è cominciata  nella East Room della Casa Bianca, dove Obama ha consegnato a sedici persone la Medal of Freedom, la più importante onorificenza conferita negli USA a civili, istituita dal presidente Harry Truman nel 1945 e reintrodotta da Kennedy pochi mesi prima che venisse assassinato. Tra coloro che hanno ricevuto il riconoscimento, ricordiamo tre personaggi che sono stati premiati per "aver dedicato le loro vite per arricchire le nostre": l'ex-presidente Bill Clinton, la famosa giornalista e presentatrice Oprah Winfrey e Sally Ride, la prima donna nello spazio, mancata lo scorso anno.
Nel pomeriggio il presidente in carica si è recato al cimitero di Arlington accompagnato dalla moglie Michelle, Hillary Clinton e Bill Clinton per deporre una corona di fiori sulla tomba di JFK.
Al museo nazionale Smithsonian di storia americana, infine, si è tenuta una cena alla quale hanno partecipato anche il registra Steven Spielberg, l’ex segretario di Stato Henry Kissinger e la grande stella della musica soul Aretha Franklin.
Domani, nel giorno dell’anniversario della morte di Kennedy, Obama ha in programma di incontrarsi privatamente alla Casa Bianca con leader e volontari del programma Peace Corps istituito dallo stesso Kennedy.


Video cerimonia


Fonti:
news.leonardo.it
www.si24.it

Femminicidio


Di Giulia Bissatini


Il 25 Novembre, la giornata nazionale della violenza contro le donne, non ha mai avuto tanto successo come quest'anno. La giornata contro il femminicidio è stata indetta dall' ONU nel 1999, e da allora, il 25 Novembre di ogni anno si è soliti indossare il colore rosso, anche solo una sciarpa o una spilla, l'importante è che sia rosso, come il sangue versato di donne innocenti ma anche come la rabbia di chi subisce e come il coraggio di chi si oppone. Questa ricorrenza fa riferimento a un'episodio del 1960, anno in cui furono torturate e uccise dal dittatore Rafael Trujillo Patria, Minerva e Maria Teresa Mirabal, tre giovani sorelle che avevano combattuto nella lotta per la  liberazione della Repubblica Domenicana.
femminicidio-scarpe.jpg
Scarpe rosse vuote nelle piazze d'Italia in onore delle donne
che non potranno più indossarle.


Durante questa giornata vengono prese molte iniziative, tutte volte ad attirare l'attenzione sulla violenza sulle donne: il Campidoglio di sera viene illuminato di rosso, le piazze delle città vengono riempite di scarpe rosse vuote, qualcuno organizza flashmob mentre molti comuni appendono drappi e striscioni. 




Nonostante le iniziative da parte di tutti, il femminicidio in Italia sta aumentando, se lo si discosta dagli omicidi "generici";  da Gennaio 2013 la Stampa sul suo sito online sta tenendo il conto e per ora ne sono stati segnalati 93. L'unico vero modo però per combattere davvero a fondo questo problema è rendere tutti consapevoli della sua esistenza: tutti i cittadini dovrebbero essere vigili e sensibili. Anche la polizia sta combattendo, grazie anche alla legge entrata in vigore l'11 Ottobre scorso, con la quale si può allontanare l'aggressore dalla vittima e tenerlo sotto controllo per mezzo di  un braccialetto elettronico. 
Il femminicidio però, deve essere chiaro, non è un problema delle donne, ma degli uomini e loro per primi lo devono combattere, schierandosi a fianco delle donne e difendendole, dicendo anche loro "Noi no!".








Fonti: La Stampa.it cultura
          La Stampa.it Domande e risposte
Fonte foto : beppegrillo.it