Visualizzazione post con etichetta Scienza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Scienza. Mostra tutti i post

mercoledì 3 aprile 2013

E se si spostasse l'asse terrestre?

Chiara Castellazzo - Tecnologia, scienza e ambiente.

Che cosa accadrebbe se si spostasse l'asse terrestre? Quali potrebbero essere le conseguenze per il nostro pianeta?L'ultimo terremoto avvenuto in Giappone nel 2011 ha spostato l'asse terrestre di 17 cm causando un impercettibile aumento della velocità di rotazione della terra e accorciando il giorno di 1,8 secondi, senza però ulteriori conseguenze, come testimonia il presente video.

 

 Tuttavia se lo spostamento di questa linea immaginaria che collega il Polo Nord e il Polo Sud fosse decisamente maggiore, gli effetti si vedrebbero eccome!

Da 4 miliardi di anni questo asse ha raggiunto e mantenuto un'inclinazione stabile, di circa 23,44°. Se per esempio l'asse si inclinasse di 45°, l'alternanza delle stagioni sarebbe di gran lunga più marcata e avremmo inverni rigidissimi ed estati caldissime. In Italia poichè i circoli polari andrebbero a coincidere con i Tropici avremmo inverni simili a quelli della Finlandia del Nord. Inoltre si correrebbe il rischio di desertificazioni nelle zone più aride e di tempeste devastanti in quelle umide. Questa variazione di climi creerebbe problemi a molti esseri viventi, dagli animali migratori che dovrebbero cambiare le loro rotte, alle piante senza più il loro habitat ideale.

Ma la situazione peggiore avverrebbe con un'inclinazione dell'asse di 90° (come il pianeta Urano): per sei mesi consecutivi una parte del globo sarebbe investita da raggi solari roventi, i ghiacciai si scioglierebbero e le temperature sarebbero insopportabili; intanto dall'altra parte del globo per sei mesi regnerebbe il buio assoluto, con temperature polari e mari congelati in poco tempo. Solo i batteri potrebbero sopravvivere.

 

Per ulteriori informazioni visitate il sito: http://it.wikipedia.org/wiki/Asse_terrestre



martedì 2 aprile 2013

Un'app per l'ambiente

Nicole Dragovic - tecnologia e scienza

In questi ultimi anni la salvaguardia dell ' ambiente ha iniziato ad avere sempre più importanza per molti e da questo senso comune sono nate numerose associazioni che lo tutelano, un esempio può essere Greenpeace, le cui azioni eclatanti sono però fraintese a causa dei suoi estremismi.






Per contribuire a salvare l'ambiente sarebbe sufficiente che ognuno prestasse più attenzione nel compiere i propri gesti quotidiani, per esempio, si potrebbero evitare le emissioni di CO2 andando a piedi o in bici per quanto possibile. Queste azioni sono ostacolate, a volte, dalla mancanza di strumenti oppure dalla indifferenza delle persone. Il 1 marzo 2013 il comune di Firenze ha messo a disposizione dei cittadini e dei turisti l' applicazione Florence Bike ( disponibile sull' App Store ). Essa è stata realizzata da un team di giovani talenti dell' Associazione Smart Italy ed è basata sugli open data ufficiali del comune di Firenze, tra i primi ad aver creduto nella importanza della condivisione di dati pubblici ad uso dei cittadini. L' applicazione, approvata anche negli itinerari FIAB, consente agli utenti di consultare la mappa delle piste ciclabili cittadine, trovare e salvare gli itinerari consigliati, si possono anche ottenere informazioni sui punti per la ricarica elettrica, i parcheggi e persino sulla fontanella più vicina. I realizzatori di questa guida sono Francesco Fortunati, Ilaria Mauric e Emanuele Rampichini.








domenica 31 marzo 2013

Immortalità: un sogno? Non per le meduse...


Scienza

 

 

Di Marco Fantoni


Quando si pensa ad animali longevi, a tutti vengono in mente elefanti e tartarughe. Ma il vero campione è un piccolo invertebrato marino: Turritopsis nutricola è il suo nome scientifico, ma è conosciuta come medusa immortale o medusa Benjamin Button (se non conoscete la storia dell'uomo che ringiovaniva, la trovate qui). Questo idrozoo dalle dimensioni minuscole, infatti, in qualsiasi momento del proprio sviluppo può tornare alla fase iniziale della propria vita (il polipo NdR), creando un ciclo eterno, come una farfalla che si trasforma nuovamente in bruco.
La scoperta è stata del tutto casuale e il merito è di un giovane biologo tedesco tuffatosi nelle acque liguri nel 1988. Egli, dopo aver messo l’animale in una capsula, si accorse che la medusa si rifiutava di morire e anzi, sembrava invecchiare al contrario.
Gli esseri umani hanno investito enormi risorse per scoprire come fanno queste meduse a non morire, un’enorme coalizione di scienziati si è interessata a questo prodigioso fenomeno, le aziende farmaceutiche hanno voluto studiare la medusa per sfruttarne le doti, i governi hanno stretto accordi internazionali per regolamentare l’uso futuro della tecnologia del ringiovanimento.
No. Nulla di tutto questo è successo.

Ci sono pochissimi specialisti al mondo che stanno facendo gli esperimenti necessari: la Turritopsis richiede continua attenzione e un’enorme quantità di lavoro ripetitivo e noioso. Molti scienziati preferiscono dedicarsi a forme di scienza più “razionali”.
Il problema è che queste speciali meduse si stanno diffondendo in tutti gli oceani del mondo e i biologi temono per le conseguenze che questa “invasione silenziosa” potrebbe avere sull'ecosistema marino.
Ma forse questo segreto è meglio che resti celato ad un’umanità non ancora evoluta, avida, che non ha ancora imparato ad amare la natura.