di Gilda Crema
Il 25 Novembre si celebra in tutto il mondo la Giornata contro la violenza sulle donne. E' una data simbolica che ricorda l'assassinio, avvenuto nel 1960 nella Repubblica Domenicana, delle tre sorelle Mirabal che si opposero alla dittatura trentennale di Rafael LeonidasTrujillo, e per questo furono torturate e uccise.

Sono state numerose le iniziative organizzate in tutte le città italiane in onore di questa data.
In molti paesi il colore di questa giornata è l'arancione, che è stato indossato per dimostrare la sensibilità nei confronti del tema. Ma in Italia il colore dello "sciopero delle donne" è il rosso. Di rosso è stato illuminato il Campidoglio, a Roma. Striscioni rossi sono stati esposti da privati in tante città d'Italia. Rosso come il sangue, la violenza, la sopraffazione, ma anche come la vergogna di chi si sente umiliata e non riesce a chiedere aiuto.
Numerose sono state anche le manifestazioni contro la violenza sulle donne. A Cuneo, a cura di "Telefono donna", sono state disposte moltissime scarpe rosse in Piazza Audiffredi. Lo stesso evento a Savigliano e a Saluzzo con l'organizzazione "Mai+sole", grazie alla quale, già dal mattino sono state raccolte le scarpe che ogni donna ha voluto portare.
Chi è vittima di violenze deve innanzi tutto trovare la forza di denunciare. Anche quando l'aggressore è un familiare, una persona che un tempo si amava e si pensava si conoscere. «Un uomo che ti picchia, non ti ama» disse Luciana Littizzetto nel suo famoso discorso al Festival di Sanremo di quest'anno. Impossibile darle torto.
FONTI:
http://www.lastampa.it
http://www.vanityfair.it
http://www.ilgiornale.i
http://www.ilfattoquotidiano.it
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